Noia da cucina

Le amicizie non le trovi, sono loro che trovano te. Sta a te (a noi), poi, scremare, scegliere, censire o osannare.

Uno sport che pratico per diletto, conoscere gente, senza alcun distintivo amichevole, ma per il gusto mio di.

Quindi stamane, mi son sentita chiedere da bipede femmina, ancora da catalogare (ma credo che mai finirà nel mio listino delle amicizie), come e se cucino.

Diciamo che sopravvivo, ancora non son morta, ancora non ho dato fuoco a a casa per una padella dimenticata, ovvero non ho ancora avvelenato persone.

Ma so compiere dispetti, che non son pasticci, ma veri piani di sabotaggio di piatti, quando mi trovo a dover dividere la tavola con persone che non mi vanno a genio.

Non amo particolarmente i pranzi o le cene, dove il convivio prevede un numero superiore di quattro persone. Mi crea ansia di prestazione, legata al purissimo fatto che prima di mettermi a cucinare, io debba (dovrei) fare la spesa.

Andare al supermercato, prendere il cestino (il carrello lo aborro, mi sa di sport faticoso), allungare la mano sugli scaffali, prendere la merce, riporla nel cestino, camminare senza una bussola, nel labirinto dei vari prodotti, è una cosa che mi sfianca, la testa si prende un periodo sabbatico che dura da quando entro al supermercato, fino a quando ne esco.

So che il problema si potrebbe risolvere semplicemente, con la fantomatica “lista della spesa”. Ma con me non funziona. La perdo, la dimentico, ovvero nei casi più rosei, la tengo, stropicciata in mano, guardandola il meno possibile, perché il solo fatto di leggere sto pezzo di carta, equivarrebbe, per me, a leggere la notifica d’un verbale.

M’è stato suggerito che l’unica mia possibile soluzione sarebbe la spesa “on line”. Valuterò.

Nel frattempo, ho lasciato alla bipede femmina di stamane, la mia ricetta per preparare le linguine con cozze (fresche e fatte aprire in padella a parte con poca cipolla, un po’ di vino bianco secco, prezzemolo qb, pepe qb), “spinte” un po’ da tocchetti di melanzana.

E niente, se c’è pesce da mangiare, svendo me stessa al primo mercato.

 

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9 pensieri riguardo “Noia da cucina

  1. Post senza doppi sensi vero?
    Io chiedo.
    Non incazzarti.
    Tu rispondi.

    A me mi piace (che non si dice lo so, ma mi piace, anzi a me mi piace) quando mi chiedono ma tu cosa preferisci bere, perchè quando mi chiedono “come e se cucino” mi sento già catalogata io…..

    Sister ❤ ho appena scoperto lo spritz al rabarbaro…. mi son innamorata

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    1. Ti sembra che io faccia uso impersonale di doppi sensi?
      Lo spritz al rabarbaro non riscontra i mie gusti, ma se lo devo macchiare (ovviando al classico Aperol), lo faccio col Cynar (per tipi tosti).

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    2. No io ho preso una dipendenza 4 spritz al rabarbaro venerdì sera (ho chiuso il cerchio con un mojito offerto però).

      Guarda ne berrei uno anche ora

      (Aperol con me ha chiuso ha le cocciniglie come colorante)

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  2. certo che sei strana però eh…
    a) girovagare spingendo il carrello e lasciarsi ammaliare dalle offerte è uno dei piaceri più sublimi della modernità. Quasi quanto accarezzare il telecomando di Sky.
    b) ancora più godimento è il vagar per le bancarelle del mercato. Certo da ‘ste parti non ci sono i mercati di quartiere, quotidiani, come a Roma, dove andare a far la spesa col bilancino per risparmiare fino al centesimo (come mamma faceva). ma è pur sempre piacevole.
    c) cucinare è rilassante, distoglie dai pensieri e se poi è anche buono, meglio.
    d) le tavolate… aaahh le tavolate. Io ce magnerei tutti i giorni a pranzo e a cena così. Certo, co’ chi dico io, savasandiìr.

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    1. io so’ strana?? e te che scrivi a-b-c-d e che più ne ha ne metta?????
      no scusa eh
      ma davvero ti diverti a fare la spesa? provi piacere? peli sull’avambraccio ritti? brividi sulla nuca?
      comunque, oltre a non trovar divertimento a girare per scaffali etc, ci vado con la sensazione che mi stiano sempre fregando qualche euro dal portafoglio, quindi penso ora tu possa capire dove sta il mio entusiasmo.

      che per inciso, dopo che si è fatta la spesa, cucinato, apparecchiata la tavola, mangiato… s’ha da sgomberare il tutto e pulire. no dai per favore, mi si vuole odiare allora.

      senti, giusto per curiosità, col savanquellochehaiscritto, co’ chi dici te, bhe ovvio, però sto caffè??

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    2. ma che ne so. io sto pure in crisi come genitore, ultimamente.
      c’ho un muso talmente lungo che se dovessi famme un selfie me ce vole l’opzione panorama in verticale.

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    3. Dai giuro, se mi offrì sto caffè ti faccio la panoramica col cel.

      Bhe i figli, vogliamo NON parlarne ????
      (Il mio lo amo eh)

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