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Mi son svegliata, con ricordi vaghi ma ben precisi. Un paradosso insomma.

In sunto: eravamo io mio figlio, spersi in un paesetto di qualche località appenninica del centro Italia.

A disposizione poca connessione e poca batteria del cel di mio figlio, perché il mio lo avevo dimenticato nello zaino del terzo componente, che ci aveva lasciati a piedi.

Ricordo che col cel di mio figlio ho provato a chiamare l’altra persona, in cerca di aiuto, unica risposta “non so che farvi, vi dovete arrangiare”.

Pre telefonata, ricordo d’aver avuto uno stato d’ansia, dettato dall’incertezza del percorso da seguire.

Post telefonata, ricordo un senso di sicurezza che padroneggiava in me.

Eravamo ancora, spersi, con un solo cellulare che di lì a poco ci avrebbe tagliati fuori dal resto del mondo. Ma eravamo entrambi sicuri e sereni come non mai.

Ultima immagine di sto sogno, io e lui, che ci incamminavano per una strada piccola e bianca, zaini in spalla, verso una montagna, sovrastata da un cielo azzurro che più non si poteva.

E’ una cover, lo so, chi mi conosce bene, sa che le aborro da anni le cover, però sto giro ha fatto un capolavoro.

Me la dedico. La dedico a mio figlio.

Peace&Love

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