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Oggi m’è stato mandato un messaggio, con allegato un file audio, di una canzone. Il messaggio recava “mi sei venuta in mente te”.

E’ una canzone che spesso, molto spesso ho ascoltato, fa parte di un mio passato, non così lontano, il testo a spizziconi e bocconi lo ricordavo. Ma stamane ho ascoltato con maggiore attenzione la canzone, pesando ogni singola parola.

E’ così facile
spegnere la luce e dire non sei mia
mentre tutti gli altri se ne vanno via
perdere le ore……………..
E’ così facile
ascoltarli dire non ti merita
mentre il male dentro lo senti tu
e vuoi far l’amore ore………………..
Cercherò
il corpo di una donna
e non pensarti più ,
trovo le tue tracce dietro la TV
respirando ancora un pò di te.
E’ così facile
ritrovar gli amici quando voli tu
per trovarti solo quando cadi giù
e passano le ore………………….
Non è difficile
che qualcosa dentro sfiori la follia
e una goccia scava nella mente mia
e vuoi far l’amore ore……………..
Cercherò
un amico vero
per poi berci su
poi tornare a casa e un calcio alla TV
e gridare poi peggio per lei.
Io vorrei , vorrei , tornare indietro.

…Rewind…

Timoria, associazione al passato, una figura nera nella luce dei miei ricordi, che cercava un appiglio, un gancio. Su di me.

Ma io andavo di fretta in quel periodo, avevo il fuoco che mi bruciava, che mi attraeva e mi respingeva, noncurante di come trattavo le persone. Ero tutta un viaggio.

Altro fantasma del mio passato, frutto del mio modo brusco di trattare le persone, dovuto al mio costante desiderio di soddisfare me stessa, non gli altri. Coincideva col mio boccheggiare, cercavo aria per respirare. Ogni tanto mi accontentavo di qualche angelo stupido e sciocco che mi prestava un po’ del suo ossigeno.

Il mio difetto più grande, staccare la maschera dell’ossigeno, a bombola vuota, riporla anche con fare maldestro nelle mani dell’incauto soccorritore. E andarmene, per sempre.

Perché io cercavo altro, cercavo quello che non potevo avere.

Ora a distanza di pochi anni, non recrimino, faccio una sorta di bilancio, mi rendo conto che per ora m’è andata bene e, mai e poi mai, tornerò indietro a chiedere scusa alle persone che hanno incrociato il mio cammino.

…Play…

Sarà la giornata uggiosa, non ne posso più dell’acqua che sta scendendo, mi mette difficoltà personale, dimentico l’ombrello volutamente, entro dentro le pozzanghere, sfioro cespugli di piante, mi bagno.

Sarà che deve assolutamente uscire il sole, alzarsi di qualche tacca il termometro ambientale.

Sarà che sento il nervoso di quei pochi anni fa, tornare a galla.

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