Si parla tanto di amici.

Passeggiando su qualunque piazza, scivoli accanto alle persone e t’entrano in testa le loro chiacchiere. Stai ferma in piedi, appresso al bancone del bar, mentre le persone affianco a te parlano tra loro, cogli le loro reciproche confidenze.

E quante volte, lasciando tutto questo alle spalle, riprendendo i tuoi impegni, ti sei chiesto “ma a me capiterà mai di avere una persona speciale al mio fianco?”.

Quella persona alla quale consegni nelle sue mani la tua anima, sporca usata e provata. Ma anche felice, curiosa. O triste o felice.

Quell’amico che sai mai disturberai, che sa che mai ti disturberà.

Che nel vostro rapporto, fatto di complicità e delinquenza alla stato puro, il tempo non trova spazio. Perché è mai troppo tardi, né troppo presto per trovarvi. Il capirsi al volo, dopo mezza parola. O interpretare l’umore dopo mezza giornata di silenzio.

A trenta e passa anni, finalmente, ho trovato quella persona a cui consegnare i miei pensieri.

E soggettivamente parlando, è molto confortante saper di poter indossare una benda sugli occhi, brancolare nel buio, consapevole della sua mano che sbucherà in caso di bisogno.

Io questo amico ce l’ho.

Grazie.

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