La bandiera della lacrima

L’abbiamo vista un po’ tutti la foto del bimbo siriano, morto, sulla spiaggia turca, giusto?

Anche non volendo vederla, l’abbiamo dovuto fare, volenti o nolenti, perché c’era bisogno di scuoter coscienze… sì, ma quali?

Ma se quel bimbo fosse stato tuo figlio, un tuo parente, il figlio di una tua cara conoscente? Avresti resa pubblica la sua ultima immagine sofferta? Il pudore ha smesso di palpare il cuore un po’ a tutti, buoni-cattivi.

E non ci credo minimamente che questa foto farà da spartiacque; son convinta che massimo una settimana il nome del piccolo verrà dimenticato, la sua tragedia verrà mangiata da altre prossime future morti. Di piccoli, di donne.

Eppure, non siamo nati censori, non siamo nati giudici; eppure sgomitiamo a farlo, magari chi inconsapevolmente.

Ora ditemi, sinceramente e seriamente, cosa di concreto voi state facendo per quanto sta accadendo a questo esodo con pochi precedenti, che sta rispolverando vecchi fantasmi.

Ditemelo, insegnatemelo, ma non venite a dire che lo fate esprimendo la vostra opinione per destare l’interesse (quello se mi ci metto son capacissima a farlo pure io).

Sarebbe anche ora che tanta (molta) gente, la smettesse di giocar con le bandiere (un giorno è quella di charlie hebdo, altro giorno quella del gay pride, altro giorno quella dell’anti pedofilia, altro giorno quella dell’anti violenza sulle donne), perché gli spettacoli degli sbandieratori stan bene visti per le sagre e le feste di paese.

Ne ho, sinceramente, le palle piene di chi scrive status, post, articoli per manifestare la propria propensione a essere bravi e buoni, stando dalla parte del debole: sì ok, bellissimo e condivisibile al massimo le parole che leggo qua e là, ti faccio anche l’applauso per come scrivi, per quello che scrivi… ma poi? Insegnami concretamente cosa fai.

Ah già giusto, queste cose si fanno anonime, che non si vuole apparire troppo. Già giusto, così per palesare il proprio altruismo si va di link di foto dei bimbi (altrui) morti.

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13 pensieri riguardo “La bandiera della lacrima

  1. Dissento Sister, e dissento a nome anche del mio amico Siriano, che sa che grazie a queste cavolate del farsi vedere e sentire anche in rete (e che utilizza anche lui) molte persone hanno saputo che accadeva e nel loro piccolo si sono mosse e hanno aiutato.

    Poi io e te, siamo qua con il culo al caldo a farci i cazzi nostri, è una responsabilità nostra personale del fare o del non fare, ma altri son andati volontari ad aiutare, o hanno dato un contributo economico, altri hanno messo a disposizione il loro sapere e così via.

    Io ho postato, scritto, messo, foto e lo farò ancora e ancora e ancora, tra un post allegro e una frase che parla della mia vita io le scriverò queste cose, e parlero e parlo nella vita reale e e spingerò perchè i miei “rapprsentanti”, l’europa e il mio governo, usino i soldi che io ho dato e che loro hanno già stanziato in bilancio per questi avvenimenti, siamo utilizzati e non lasciati in mano a banchieri, per aiutarli e perchè non li blocchino e perchè facciano i cordoni umanitari. Questo è il mio contributo attualmente, è poco lo so, ma è sempre meglio di niente.

    Certo molti altri non hanno fatto un benemerito cazzo a parte riempirsi la bocca. E allora? Allora facciamo quelli che invece di scrivere su quello che accade, scriviamo di quello che diciamo su quello che accade… io sinceramente spero che (se esiste) Dio abbia pietà di noi.

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    1. Ma ciascuno è libero di pensarla a modo suo, questa si chiama libertà di pensiero, che nessuno può toglierci.
      Ma non mi hai dato alcuna risposta alle mie domande 😉

      Far notizia è importante, peccato che spesso e volentieri si sotterri il pudore tre metri sotto terra, mettendo in scena l’ennesimo scoop macabro, che non dà alcuna dignità a chi lo attua.
      E non cambia nè le coscienze nè le sorti.

      Di fronte a certe tragedie, si dovrebbe avere vera coscienza di fare un passo indietro, celare un’immagine che colora i toni dell’articolo, ma nulla di più fa, se non aumentare la tiratura dei giornali o l’audience personale e/o professionale.

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    2. Te le ho date, io al momento posso solo far da numero che preme addosso ai politi e amministratori italiani e europei, posso far sentire la mia voce dicendo che non voglio che il mio stato, i miei amministratori facciano finta di niente, posso aiutare medici senza frontiere con un contributo (seppur piccolo) economico e se non ti piace MSF c’è l’unicef, se se non ti piace nessuno dei due, ci son piccole organizzazioni che aiutano anche loro (ogni regione ha le sue)

      Ci son persone che possono lasciare i lavoro e sono andate a dar una mano anche per poco alle organizzazioni di cui sopra, altre come me non possono, e fanno altro.

      E’ la totale inattività “perchè tanto che vuoi che cambi”, è quella che non fa cambiare mai.

      Certo sister 🙂 come dici tu, ognuno è libero di pensarla a modo suo, io infatti non tolgo quetso cosa a nessuno, ma dico solo la mia, come sempre, poi (a parte qualche rara eccezione) ognuno fa come crede, senza rompere i maroni 😛

      ps: Questo fa MSF tra le tante cose, e secondo te, quelle persone su quel barcone non son felici che qualcuno in quest aeuorpa cadente e miscdfredente abbia dato voce per raccolta anche solo di un euro?

      PPS: se qualche giornale, giornalista, aumenta la sua popolarità, ma porta risultati per aiutare, sinceramente a me va bene 😉

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    3. Quindi la risposta è “pubblico la foto del bimbo per smuover le coscienze?”.
      No, mi spiace. Si sta perdendo di vista non pochi obiettivi, se non aver utilizzato una foto che andava per pudore celata: scendere nel macabro, non giustifica nulla.

      E le organizzazioni di cui parli, c’erano e ci saranno. Come altre persone morte.

      Spopolare facile, sulla pelle di una persona, non rientra nei miei modi di fare.

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  2. Io non so che dire, davvero. Sono giorni che fisso quel bambino, ma vado in blocco.
    Fosse l’unico, sarebbe già terribile. Ma chissà quanti fanno quella fine, o peggio, ancor prima di arrivare al mare.
    Non so che dire, o che fare.

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    1. Tu pensa, io vado in blocco quando leggo articoli o argomenti sulla pedofilia: mi capita perché è una cosa che non riesco ad accettare, figurati se accanto all’articolo pubblicassero la foto dell’ennesimo ragazzo a post abuso, coi segni della violenza.

      Ma, soggettivamente parlando, penso che si possa dar notizia del fatto (qualsiasi), senza scendere nelle acque melmose del macabro.

      E penso questo non perché tendo a difendere la mia di sensibilità, ma perché ci vuole rispetto, per chi ha patito, sofferto, restando vivo o restando morto.

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  3. Argomentaccio….
    Sono combatutto da giorni da questa storia, combatutto nel decidere se è giusto o no pubblicare ovunque questa foto (ho visto anche il filmato)…
    Non lo so veramente, ci sono troppi interessi su queste storie.
    Sono anni (non mesi) che sento di donne e bambini che annegano mentre fanno queste traversate ‘suicide’, ma snon anni che continuo a sentirie follie da politici e gente di potere… (tipo affondiamo i barconi, rimandiamoli indietro ecc ecc)… ma loro continuano a morire da anni… e i pontenti continuano a fare riunioni del cazzo, la chiesa continua a predicare l’accoglienza (già da sola avrebbe il potere economico per far molto), ma in realtà nessuno fa nulla, tranne prendere per il culo noi.
    Ora questa foto e all’improvviso sembra che il modno si è accorto del problema… ma stiamo scherzando? Tutti lo sapeveno e chi comanda (che veramente sa anche quante volte vai tu cittadino a cagare) lo sa benissimo e non fa nulla.
    Il perchè di questa foto?…. rumore…. che a qualcuno che è in crisi (politica) servirà per vedere che si muoverà (perchè solo ora ha scoperto questo dramma) e rumore che servirà a chi da anni cavalca la via dell’accoglienza per farsi bello e dire…. ‘ecco ve lo dicevo che….’…
    Personalmente mi rendo condo di esser messo sempre male, la foto non suscita nessuno sgomento (ecco perchè invece bestemmio per queste altre cose), mi hanno fatto vedere una cosa che già sapevo, che mi ha turbato già in passato, non più oggi.
    …. mi fermo, perchè non ricordo più cosa ho scritto e non so per quale motivo wordpress mi sta facendo scrivere dentro un rettangolo alto 1 riga 😦

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    1. la Chiesa, dovrebbe farsi un mega esame di coscienza, emblema del paradosso, predica la carità, ma non la fa; predica il viver con poche cose, all’ombra dei suoi mega tesori.

      Bravo, siamo arrivati al punto che foto del genere, non turbano più: questo è il male.
      Siamo diventati eccellenti voyeur insensibili, grazie anche a chi ci somministra tali immagini.

      Ci stiamo immunizzando al dolore altrui, che potrebbe un giorno essere nostro.

      Abbiamo disconosciuto il rispetto per la morte, che tanto la causa non interessa a nessuno: nel caso specifico, la Siria, è una terra che soffre da tempo, e non sarà di certo l’anima che se ne è andata di questo bimbo a farmi prendere coscienza di ciò che sta accadendo.

      Ma chi vuol far cronaca, stendesse un velo pietoso alla sua ultima immagine, non su questo bimbo, ma per questo bimbo.
      Che tanto, come dici te, la storia non cambia, finché non sarà volere o piacere di chi può cambiarla.

      E a chi mi dice “la storia siamo noi” a mo di accusa contro il mio non far nulla, rispondo solo “hai ragione, fammi vedere come si fa, concretamente”.

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