Tag

, , ,

L’abbiamo vista un po’ tutti la foto del bimbo siriano, morto, sulla spiaggia turca, giusto?

Anche non volendo vederla, l’abbiamo dovuto fare, volenti o nolenti, perché c’era bisogno di scuoter coscienze… sì, ma quali?

Ma se quel bimbo fosse stato tuo figlio, un tuo parente, il figlio di una tua cara conoscente? Avresti resa pubblica la sua ultima immagine sofferta? Il pudore ha smesso di palpare il cuore un po’ a tutti, buoni-cattivi.

E non ci credo minimamente che questa foto farà da spartiacque; son convinta che massimo una settimana il nome del piccolo verrà dimenticato, la sua tragedia verrà mangiata da altre prossime future morti. Di piccoli, di donne.

Eppure, non siamo nati censori, non siamo nati giudici; eppure sgomitiamo a farlo, magari chi inconsapevolmente.

Ora ditemi, sinceramente e seriamente, cosa di concreto voi state facendo per quanto sta accadendo a questo esodo con pochi precedenti, che sta rispolverando vecchi fantasmi.

Ditemelo, insegnatemelo, ma non venite a dire che lo fate esprimendo la vostra opinione per destare l’interesse (quello se mi ci metto son capacissima a farlo pure io).

Sarebbe anche ora che tanta (molta) gente, la smettesse di giocar con le bandiere (un giorno è quella di charlie hebdo, altro giorno quella del gay pride, altro giorno quella dell’anti pedofilia, altro giorno quella dell’anti violenza sulle donne), perché gli spettacoli degli sbandieratori stan bene visti per le sagre e le feste di paese.

Ne ho, sinceramente, le palle piene di chi scrive status, post, articoli per manifestare la propria propensione a essere bravi e buoni, stando dalla parte del debole: sì ok, bellissimo e condivisibile al massimo le parole che leggo qua e là, ti faccio anche l’applauso per come scrivi, per quello che scrivi… ma poi? Insegnami concretamente cosa fai.

Ah già giusto, queste cose si fanno anonime, che non si vuole apparire troppo. Già giusto, così per palesare il proprio altruismo si va di link di foto dei bimbi (altrui) morti.

Annunci