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Mi devo ricredere.

Nel passaggio di piattoforma, dopo cinque anni di blogspot, avevo l’incertezza sullo spessore di wordpress. Perché leggiucchiando di qua e di la, bho vuoi per le impostazioni leggermente differenti, vuoi per il taglio meno informale dei vari blog, avevo il dubbio che wordpress fosse troppo per me.

Sono pratica, veloce, non amo soffermarmi sui finti commenti o pseudo letture giusto per un like in più: così mi sembrava che qua tutte queste bambinate non governassero l’incipit della scrittura (cosa che purtroppo non si è riscontrata).

Altra cosa di  blogspot erano i vari premi, che si passavano di mano da autore ad autore: solo mero marketing a costo zero, per cercare visibilità, maggior commentatori e bla bla (noto che pure qua non stiamo messi male eh).

Per fare un paragone, puramente soggettivo senza nulla voler togliere o nulla voler aggiungere, blogspot lo raffiguravo come il bar dell’angolo, dove entri e manco serve che ordini il caffé, che già te lo ritrovi sul bancone, bello caldo nella tazzina. Mi può andare bene la prima volta (la sorpresa ha sempre i suoi fattori positivi), la seconda volta cala la magia (risulta così scontato cosa voglio ordinare?), alla terza cambi bar.

Cambi bar e decidi di far vedere chi sei! Col cazzo che il tuo euro del caffé lo spendi con chi non lo apprezza! Così per far vedere a te stesso cosa sei, decidi di cambiare locale, ma proprio nel genere. Te ne entri in uno di quei locali fighi, che non capisci se è una mezza via tra un bar o un ristorante, non sai se avvicinandoti al bancone fai bene o fai male. Quindi ti siedi al primo tavolino e aspetti di fare la tua ordinazione. E aspetti, arriva finalmente il cameriere e ti sorprendi a guardare il suo sopracciglio alzato quando chiedi solo un caffè!

Bhe, io sempre un euro c’ho in tasca, sempre quello son disposta a spendere. Quando alla fine ti alzi e te ne esci dall’enigma del posto, ancora dubbiosa sul fatto che forse dovevi ordinare un’aragosta e champagne solo per placare lo sdegno del cameriere, ecco proprio in quel preciso istante hai deciso che domani ci ritorni in sto locale e ordinerai ancora un solo caffé. Perché il locale deve servire a me, non viceversa.

In sunto.

Mi son scrollata di dosso il dove scrivo, l’importante è che scrivo. Per me.

Son riuscita a far perdere le tracce di quei lettori/commentatori che mi risultavano sgraditi, nel loro modo di approcciarsi: mi stanno allegramente in culo coloro che invece di rispondere in pertinenza al post che ho scritto, rispondono al commento d’un altro lettore. No, ma grazie al cazzo, andate rompere le balle da un’altra parte.

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