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Quando stai sulla banchina in stazione, con la punta delle scarpe precisa precisa sulla linea gialla di sicurezza, passa il treno e ti scompiglia tutta?

Tu dentro, immobile coi tuoi pensieri; tu fuori, coi capelli e la maglietta agitati.

Così sto, in certi giorni, dove la frenesia sembra abbia il sopravvento nei miei movimenti, ma è tutta una farsa, perché dentro i pensieri stagnano.

Sfangando il detto “parla come mangi”, parlo sempre troppo velocemente, mentre sono di una lentezza nel mangiare. Perché, che sia in compagnia o da sola, non riesco a fare ste due cose in simultanea ( e sta cosa mi fa sentire fin troppo uomo e/o maschia) mangiare e pensare.

E non serve che mi si venga a dire “è così perché stai invecchiando”.

No e vi posso portare le prove: tipo la signora dell’altro giorno che m’ha chiesta l’età, gliel’ho detta (sentendomi strana dentro nel pronunciare quel numero), lei che ha spalancato gli occhi e “ma no, ne dimostri dieci di meno”.

Penso che l’educazione perpetratami per anni e anni dai miei genitori abbia avuto il sopravvento al mio naturale modo d’essere che m’avrebbe portata a risponderle “ma quando ce l’ha la visita per le cataratte?”, invece con educazione e un sorriso gentile “grazie, fin troppo gentile, non me l’aveva mai detto nessuno”.

Insomma, ce l’hai presente quel treno che scivola veloce, davanti a te, lasciandoti spettinata coi tuoi pensieri vecchi? Quel treno che ti volti a guardare, lo segui finché viene mangiato dal panorama circostante?

Tu ci vorresti mai salire al volo su quel treno? Abbandonando i tuoi stupidi e soliti e vecchi pensieri sulla banchina, come una vecchia valigia, che verrà di seguito raccattata da non sai chi, messa o nel deposito oggetti smarriti, o derubata da qualche mano sporca e poi gettata in non sai quale posto?

Io lo vorrei.

foto di LaP

foto di LaP

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