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Da sempre, mi stanno allegramente in culo, le fighe di legno.

Lo so, a volte, chiedo fin troppo alle persone, ma non pensavo che mettere in fila i neuroni e produrre pensieri e azioni sensate fosse cosa improponibile. Mi accorgo, purtroppo, che è così.

E poi, diciamocelo, la figa di legno te la de devi conquistare sul campo. Come? Basta guardarsi attorno, la mattina, che passeggi di fretta (consapevole che stai conquistando il tuo ennesimo ritardo al lavoro) e hai una voglia tremenda di un caffé, entri al bar, ordini, bevi, tenti di andare alla cassa a pagare ma.. eccola, lei, baby perfetta staziona avanti a te, non sa che pacchetto di brooklyn prendere. Penso pure io che la giornata mi potrebbe andare storta se le mie otturazioni dentali non venissero solleticate dal giusto gusto della gomma da masticare.

Ma entrando nel concetto vero della figa di legno, sappiamo tutti che questo essere bipede, prevalentemente di sesso femminile, è colei che mai te la darà. A te ovviamente, in pubblico. Perché in pubblico ti fanno avvicinare quel tanto che basta a loro, per poi voltarti le spalle al minimo tentativo di approccio.

Occhei, ci sta: ognuna è padrona della propria vagina. Ma a che pro sbandierla, col ditino mignolo alzato (si è snob anche qua) per poi calare un due di picche?

Le vedo, loro, durante le mie uscite: fighe, vestite a modo, truccate bene, smalto giustissimo. Le riconosci lontano un miglio: cocktail in mano (che perdurerà per tutta la serata) e bocca a culo di gallina. Ma la solarità l’avete rinchiusa nella vostra micro borsetta ascellare? Le vedo, quando vengono approcciate da un uomo: vedi lui che avanza, baldanzoso o timido o spaccamondo, non importa, tanto lei, ce l’hai scritto in faccia “non te la do”.

Cosa spinge l’uomo a provarci? Per avere la giusta motivazione di etichettarla? “Quella è una troia, perché non me la”. Eh no, baby, non ci siamo, se la desse a te, al tuo amico, al tuo compare, allora sì che sarebbe una troia. E’ inutile che ti affanni. Quelle che te la danno e poi ti sbattono la porta in faccia, si chiamano con altro termine, molto figo nel momento in cui lo pronunci, ma molto (molto) vero e pesante. Bitch. Ma una Bitch è molto altro, è un mondo a sè.

E vi assicuro, cari uomini, che nel vostro quotidiano incontrate più Bitch che Fighe di Legno, solo che non ve ne accorgete. Perché vi piace farvi abbagliare. Vi lasciate prendere in giro dalle apparenze tipiche della FdL, mentre la sostanza della Bitch riuscite a concepirla solo se ci sbattete il muso. E se casomai vi fratturaste il nasino, sarebbe solo perché la Bitch lo ha voluto e non voi.

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